Ratto dei campi e ratto delle città: quali differenze?

L’idea del ratto di città e del ratto di campagna evoca una favola antica, ma nasconde una realtà biologica precisa: non si tratta dello stesso animale con stili di vita diversi, ma di due specie completamente distinte. Sorprendentemente, il racconto che ha cementato questa immagine nella nostra cultura, quello di La Fontaine, in origine parlava di topi, non di ratti. Questa confusione letteraria ha mascherato per secoli le differenze profonde che separano il dominatore delle fogne dal funambolo dei tetti. Capire chi sono veramente questi due roditori significa svelare due storie evolutive, due strategie di sopravvivenza che si svolgono, spesso invisibili, proprio accanto a noi.

Un malinteso secolare che nasconde una verità biologica

L’espressione “ratto di città e ratto di campagna” è così radicata nel nostro immaginario che pochi si chiedono se corrisponda a una classificazione scientifica. La risposta è no, ma allo stesso tempo sì. Non esiste una singola specie di ratto che sceglie di vivere in città o in campagna, ma esistono due specie diverse che hanno colonizzato questi ambienti in modo quasi esclusivo. “Credevo che un ratto fosse un ratto, punto,” ammette Marco Bianchi, 48 anni, gestore di un magazzino alimentare a Roma. “È stato solo dopo un intervento di derattizzazione che l’esperto mi ha spiegato che quelli che vedevo vicino al fiume erano diversi da quelli che una volta trovammo nel sottotetto. È stato come scoprire che esistono due mondi paralleli.” Questa rivelazione è comune: la maggior parte delle persone non sa di convivere con due tipi di ratti molto differenti.

Dal racconto alla realtà: due specie nemiche

La confusione nasce da un’eredità culturale, ma la biologia mette le cose in chiaro. Da una parte abbiamo il surmolotto, o ratto delle chiaviche (*Rattus norvegicus*), il vero “ratto di città”. Dall’altra, il ratto nero, o ratto dei tetti (*Rattus rattus*), che potremmo definire il “ratto di campagna” o, più accuratamente, l’acrobata degli edifici. Questi due animali non sono cugini che hanno scelto strade diverse; sono rivali in una competizione ecologica che dura da secoli e che ha definito la loro distribuzione sul territorio italiano. Il primo domina il sottosuolo, il secondo cerca rifugio in alto, e raramente i loro territori si sovrappongono.

Ritratto del re delle fogne: il Rattus norvegicus

Quando pensiamo a un ratto nel senso più classico del termine, quello che emerge dalle fognature di grandi città come Milano o Napoli, stiamo quasi certamente immaginando un *Rattus norvegicus*. Questo roditore è un capolavoro di adattamento all’ambiente urbano, un superstite nato che ha trasformato i nostri scarti nella sua fortuna. È un immigrato relativamente recente in Italia, arrivato dall’Asia centrale intorno al XVIII secolo, ma ha rapidamente conquistato il suo regno sotterraneo.

Un fisico da lottatore

Il surmolotto è costruito per la battaglia e per lo scavo. È più grande, più pesante e più massiccio del suo cugino. Un esemplare adulto può superare i 400 grammi di peso. Il suo corpo è tozzo, il muso smussato e le orecchie sono piccole e spesse, quasi nascoste nella pelliccia. Il suo aspetto generale è quello di un animale potente, un vero ingegnere del sottosuolo capace di scavare gallerie complesse nel terreno e di farsi strada attraverso ostacoli impensabili. Questo piccolo mammifero è un simbolo di resilienza urbana.

L’architetto del mondo sotterraneo

Il suo legame con l’acqua è fondamentale. Il *Rattus norvegicus* deve bere quotidianamente, motivo per cui i suoi habitat preferiti sono le reti fognarie, le cantine umide, le sponde dei fiumi come il Tevere o l’Arno e le aree portuali. È un eccellente nuotatore, capace di percorrere lunghe distanze sott’acqua. La sua presenza è un indicatore di un ecosistema sotterraneo complesso, un mondo nascosto sotto le nostre strade dove questo roditore prospera, spesso senza essere visto.

Una dieta da vero opportunista

Onnivoro per eccellenza, il ratto delle fogne non fa complimenti. Sebbene preferisca i cereali e gli amidi, la sua dieta include praticamente di tutto: scarti alimentari, piccoli animali, insetti, e persino il sapone o la cera delle candele in tempi di magra. Questa incredibile flessibilità alimentare è la chiave del suo successo nelle nostre città, dove i rifiuti umani forniscono una fonte quasi inesauribile di sostentamento per questo instancabile animale.

L’acrobata dei tetti: il Rattus rattus

Molto prima dell’arrivo del suo robusto rivale, il *Rattus rattus* era il signore incontrastato del territorio. Presente in Europa e in Italia fin dall’epoca romana, è il ratto storicamente associato alle grandi epidemie di peste. Oggi, spodestato dalle zone più basse e umide, si è ritirato in alto, diventando il fantasma dei sottotetti, dei granai e delle cime degli alberi. È un animale più schivo e agile, un vero ginnasta del mondo animale.

Un corpo da scalatore provetto

Il ratto nero ha una costituzione completamente diversa. È più snello, leggero (raramente supera i 250 grammi) e agile. Il suo muso è appuntito, le orecchie sono grandi e quasi trasparenti, e i suoi occhi sono prominenti. Ma la sua caratteristica più distintiva è la coda: sottile e sempre più lunga della somma di testa e corpo. Questa coda funge da bilanciere, permettendogli di muoversi con incredibile destrezza su cavi, rami e cornicioni. Questo fantasma delle soffitte è un maestro dell’equilibrio.

Vivere la vita dall’alto

A differenza del surmolotto, il ratto dei tetti è un pessimo nuotatore e non ama l’umidità. È un eccellente arrampicatore e preferisce nidificare in luoghi alti e asciutti: solai, granai, fienili nelle campagne della Toscana o della Puglia, ma anche nelle parti alte degli edifici cittadini e persino sulle palme. La sua capacità di sopportare meglio la siccità gli permette di colonizzare ambienti dove l’altro ratto non potrebbe sopravvivere. Questo roditore è un vero specialista della vita verticale.

Come distinguerli a colpo sicuro? La guida definitiva

Anche se le loro abitudini sono un ottimo indizio, l’identificazione certa si basa su caratteristiche fisiche precise. Con un po’ di attenzione, è possibile distinguere questi due roditori anche a un primo sguardo, risolvendo ogni dubbio. La prossima volta che ne incontrerete uno, saprete esattamente con quale tipo di ratto avete a che fare.

L’indizio infallibile è nella coda

Se hai un dubbio, guarda la coda. Questa è la regola d’oro. Nel *Rattus rattus* (il ratto nero), la coda è visibilmente più lunga del corpo. Se la si piega in avanti, supera la punta del naso. Nel *Rattus norvegicus* (il surmolotto), la coda è più corta del corpo, più spessa alla base, e non raggiunge mai il muso. È il tratto più affidabile e facile da osservare.

Tabella comparativa: Ratto delle fogne vs. Ratto dei tetti
Caratteristica Rattus norvegicus (Ratto delle fogne) Rattus rattus (Ratto dei tetti)
Peso medio adulto 300-500 g 150-250 g
Corpo Tozzo e robusto Snello e agile
Muso Smussato, corto Appuntito
Orecchie Piccole e pelose Grandi e quasi glabre
Coda Più corta di testa + corpo Più lunga di testa + corpo
Habitat preferito Sotterranei, fogne, luoghi umidi Parti alte, tetti, alberi, luoghi asciutti
Dieta principale Onnivora (preferenza per cereali) Onnivora (preferenza per frutta e semi)

Due mondi che raramente si incontrano

La coesistenza di queste due specie di ratti è regolata da una rigida gerarchia. Il surmolotto, più grande e aggressivo, ha scacciato il ratto nero dalla maggior parte degli habitat urbani a livello del suolo. Questa competizione spiega perché oggi il *Rattus rattus* si trovi principalmente nelle aree rurali o confinato nelle parti più alte degli edifici, lontano dalla portata del suo rivale. Vivono nelle stesse aree geografiche, ma occupano nicchie ecologiche diverse, come due vicini che si ignorano deliberatamente per evitare conflitti. La loro storia è un esempio perfetto di come la competizione possa modellare la distribuzione della fauna selvatica, anche nel cuore delle nostre città.

In conclusione, la distinzione tra il ratto delle fogne e il ratto dei tetti è molto più di un dettaglio per naturalisti. Rivela una complessa interazione tra biologia, storia ed ecologia urbana. Non si tratta di una favola, ma della cronaca di una conquista silenziosa e di una ritirata strategica che si svolge ogni giorno sotto i nostri piedi e sopra le nostre teste. Riconoscere questi due animali significa guardare le nostre città e campagne con occhi nuovi, consapevoli della vita segreta che brulica appena oltre la nostra percezione. La prossima volta che un’ombra scapperà veloce nella penombra, saprete che potrebbe essere un potente ingegnere del sottosuolo o un agile acrobata dei tetti, due facce della stessa, instancabile, lotta per la sopravvivenza.

Il “ratto di campagna” è pericoloso per l’agricoltura?

Sì, il *Rattus rattus*, o ratto nero, può rappresentare un problema significativo per l’agricoltura. La sua predilezione per frutta, semi e granaglie lo porta a infestare depositi alimentari, granai e frutteti, causando danni diretti ai raccolti e contaminando le scorte. La sua abilità di arrampicatore gli consente di raggiungere facilmente i prodotti immagazzinati in alto.

È vero che il ratto delle fogne è più aggressivo?

Generalmente sì. Il *Rattus norvegicus* è noto per essere più aggressivo e territoriale rispetto al *Rattus rattus*. Questa aggressività, unita alla sua maggiore stazza fisica, è uno dei fattori chiave che gli ha permesso di soppiantare il ratto nero nella maggior parte degli ambienti a livello del suolo e nel sottosuolo delle aree urbane di tutto il mondo.

Posso trovare entrambe le specie di ratti nella stessa casa?

È un’eventualità molto rara ma non impossibile, specialmente in grandi edifici con più livelli o in complessi rurali. In teoria, il *Rattus norvegicus* potrebbe occupare la cantina o il piano terra, mentre il *Rattus rattus* potrebbe nidificare nel sottotetto. Tuttavia, le due specie si evitano attivamente e la presenza di una tende a escludere l’altra dal territorio circostante.

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