Credeva che i suoi artigli si consumassero da soli: la vera routine per evitare i problemi con le zampe del suo gatto

La cura degli artigli del gatto richiede un intervento umano regolare, circa ogni 4-6 settimane, per prevenire seri problemi di salute. Contrariamente a quanto si crede, il tiragraffi non serve a limare le unghie del nostro felino, ma paradossalmente a renderle ancora più affilate. Questo malinteso comune nasconde un rischio concreto e doloroso per il nostro piccolo predatore domestico, un pericolo silenzioso che cresce proprio tra le mura di casa. Scopriamo insieme perché l’idea dell’autosufficienza del nostro micio è un mito da sfatare e come instaurare la routine corretta per il suo benessere e la nostra tranquillità.

Il grande malinteso: perché il tiragraffi non basta

Sarebbe ingenuo pensare che un semplice palo in sisal possa risolvere la manutenzione completa delle diciotto unghie di un gatto che vive in appartamento. Anche con il miglior tiragraffi a disposizione, gli artigli di questa tigre in miniatura diventano inevitabilmente troppo lunghi e affilati, trasformandosi in una potenziale minaccia per la sua stessa salute. L’istinto di “farsi le unghie” non ha la funzione di una lima, come molti proprietari immaginano erroneamente.

Chiara Rossi, 34 anni, grafica di Milano, racconta: “Pensavo che il mio gatto, Leo, si arrangiasse con il suo costosissimo tiragraffi. Finché non l’ho visto zoppicare. Il veterinario ha trovato un’unghia incarnita nel cuscinetto, un dolore che non augurerei a nessuno. Mi sono sentita terribilmente in colpa per non aver capito prima.” La sua esperienza evidenzia una realtà spesso ignorata.

La vera funzione del tiragraffi

Quando il nostro compagno baffuto si accanisce sul tiragraffi o sul bracciolo del divano, il suo obiettivo primario è un altro. Sta marcando il territorio, sia visivamente con le lacerazioni, sia olfattivamente grazie a delle ghiandole presenti sui suoi cuscinetti. In più, sta compiendo un fondamentale esercizio di stretching per tutta la sua colonna vertebrale, un gesto vitale per un predatore elegante.

Dal punto di vista meccanico, l’azione di graffiare serve principalmente a rimuovere gli strati esterni e morti dell’unghia, delle guaine di cheratina consumate. L’effetto, però, è l’esatto opposto di una limatura: questo processo espone la punta sottostante, nuova e incredibilmente affilata. Il tiragraffi, quindi, non accorcia l’artiglio del felino, ma lo mantiene in perfetta forma da caccia.

Il pericolo silenzioso di unghie troppo lunghe

Senza un controllo umano adeguato, la situazione può degenerare rapidamente e in modo doloroso per il nostro gatto. La crescita continua e la naturale curvatura dei suoi artigli rappresentano una minaccia nascosta che ogni proprietario dovrebbe conoscere. Ignorare questo aspetto della sua cura significa esporlo a sofferenze inutili.

Dalla curva naturale all’unghia incarnita

L’artiglio del gatto non cresce dritto, ma segue una curva pronunciata. Se non viene accorciato regolarmente, questa curva si accentua sempre di più, fino a che la punta affilata non rientra e penetra nel morbido cuscinetto della zampa. Questa condizione, nota come unghia incarnita, è una patologia comune e fonte di dolore acuto per l’animale.

Un’unghia incarnita provoca quasi sempre infezioni, ascessi e una forte zoppia. Il nostro re della casa si troverà a camminare con difficoltà, a leccarsi insistentemente la zampa e a mostrare segni di sofferenza. È una condizione che richiede l’intervento del veterinario, spesso con sedazione per poter estrarre l’unghia e medicare la ferita.

I felini più a rischio: anziani e sedentari

Questa problematica è particolarmente frequente nei gatti che vivono esclusivamente in appartamento e, soprattutto, nei gatti anziani. Con l’avanzare dell’età, il nostro amico a quattro zampe diventa più sedentario. L’artrosi può rendere dolorosi i movimenti, riducendo la sua voglia di graffiare e muoversi. Di conseguenza, l’usura naturale delle unghie, già minima in casa, diventa praticamente nulla.

Un gatto che vive all’aperto e si arrampica sugli alberi o cammina su superfici ruvide riesce a consumare i suoi artigli in modo più efficace. Ma per il persiano che sonnecchia tutto il giorno sui cuscini o per il micio di 15 anni che vive al quinto piano di un palazzo a Roma, la cura delle zampe dipende interamente da noi.

La routine di cura: come e quando intervenire

Prevenire questi problemi è molto più semplice che curarli. Non basta un’occhiata occasionale; serve una vera e propria routine, un appuntamento fisso nel calendario dedicato al benessere del nostro gioiello a quattro zampe. La costanza è l’unica arma efficace contro il dolore e le infezioni.

La regola d’oro: un controllo ogni 4-6 settimane

Per la maggior parte dei gatti domestici, la regola fondamentale è ispezionare e, se necessario, tagliare gli artigli ogni 4-6 settimane. Questo intervallo di tempo è generalmente sufficiente per intervenire prima che la curvatura diventi pericolosa e l’unghia possa ferire il cuscinetto. Segnare le date sul calendario o impostare un promemoria sul telefono può fare la differenza.

Questa frequenza è una linea guida e va adattata al singolo animale. Osservare il proprio gatto è fondamentale per capire le sue necessità specifiche. Un micio giovane e molto attivo potrebbe richiedere interventi meno frequenti rispetto a un esemplare più anziano e pigro.

Tabella di Frequenza per il Taglio degli Artigli
Tipo di Gatto Livello di Attività Frequenza Consigliata
Gatto da appartamento Basso / Medio Ogni 4 settimane
Gatto con accesso esterno Alto Ogni 6-8 settimane (o al bisogno)
Gatto anziano / sedentario Molto basso Ogni 3-4 settimane

Osservare i segnali: più che un’abitudine, una necessità

Ci sono segnali inequivocabili che ci dicono quando è il momento di intervenire. Il più classico è il rumore: se sentite un “tic-tic” quando il vostro gatto cammina sul pavimento, significa che i suoi artigli sono troppo lunghi e toccano terra. In condizioni normali, le unghie del felino sono retrattili e non dovrebbero produrre alcun suono durante la deambulazione.

Un altro segnale è quando il gatto si impiglia più spesso in coperte, tappeti o vestiti. Questo indica che le punte sono troppo lunghe e uncinate, aumentando il rischio che l’animale si faccia male nel tentativo di liberarsi. Un controllo visivo regolare permette di cogliere il problema sul nascere.

Come tagliare gli artigli senza stress

L’operazione richiede calma e gli strumenti giusti, come un tagliaunghie specifico per gatti. È importante abituare il felino fin da cucciolo a farsi manipolare le zampe. Scegliete un momento in cui è rilassato, magari dopo un pisolino. Premete delicatamente il cuscinetto per far fuoriuscire l’unghia e tagliate solo la puntina bianca, facendo molta attenzione a non raggiungere la parte rosa (la polpa), che contiene nervi e vasi sanguigni.

Se non vi sentite sicuri, non esitate a chiedere aiuto al vostro veterinario o a un toelettatore professionista. La prima volta possono mostrarvi la tecnica corretta. Meglio un piccolo costo aggiuntivo che rischiare di ferire il vostro animale domestico e creare un trauma che renderà le operazioni future ancora più difficili.

In definitiva, la cura delle zampe del nostro gatto è una responsabilità che non possiamo delegare al suo istinto o a un accessorio. Un controllo periodico è un piccolo gesto che previene grandi sofferenze. Prendersi cura dei suoi artigli non è una faccenda noiosa, ma un atto d’amore che garantisce al nostro compagno baffuto una vita lunga, sana e senza dolori, permettendogli di continuare a essere il magnifico cacciatore da salotto che tanto amiamo.

Devo tagliare anche gli artigli delle zampe posteriori?

Sì, anche se con meno frequenza. Gli artigli delle zampe posteriori si consumano generalmente di più perché vengono usati dal gatto per darsi la spinta durante la corsa e i salti. Tuttavia, è buona norma controllarli durante la sessione di “manicure” e spuntarli se appaiono troppo lunghi, specialmente nei felini più anziani o sedentari.

Cosa fare se taglio per sbaglio la parte viva dell’unghia?

Se doveste accidentalmente tagliare la polpa rosa, l’unghia sanguinerà. La prima cosa da fare è mantenere la calma per non agitare ulteriormente il gatto. Potete fermare il sanguinamento premendo sulla punta dell’unghia con una polvere emostatica specifica, o in alternativa con un po’ di amido di mais o farina. Se il sanguinamento non si arresta in pochi minuti, contattate il vostro veterinario.

Il mio gatto odia farsi tagliare gli artigli, come posso fare?

La pazienza è la chiave. Procedete per gradi: iniziate semplicemente toccandogli le zampe per pochi secondi ogni giorno, premiandolo con uno snack. Poi passate a far uscire l’unghia senza tagliare. Quando sarà a suo agio, provate a tagliare una sola unghia al giorno. Se la sua reazione è ancora molto aggressiva, per la sua e la vostra sicurezza è meglio rivolgersi a un professionista, come un veterinario o un toelettatore esperto.

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