Il metodo Garuda si sta affermando come l’alternativa ideale al classico Pilates per chi desidera scolpire il proprio corpo con dolcezza ed efficacia, specialmente dopo i 50 anni. A differenza della disciplina di Joseph, che a volte può risultare rigida, questo approccio innovativo fonde i principi del Pilates con la fluidità dello yoga e della danza. Ma come può un allenamento così armonioso produrre risultati tanto visibili sulla tonicità e la postura? La risposta risiede in una filosofia del movimento completamente diversa, che sta conquistando chi cerca un’evoluzione dalla propria routine sul tappetino.
L’era post-Pilates: perché cercare un’alternativa?
Per decenni, il Pilates è stato il re indiscusso del rinforzo muscolare profondo e della ginnastica posturale. Milioni di persone hanno beneficiato del suo approccio rigoroso al controllo del “core”. Eppure, per alcuni, la sua natura metodica e a tratti ripetitiva può diventare un limite. È una sensazione che molti praticanti di lunga data del Pilates conoscono bene.
Lo racconta Chiara Russo, 58 anni, commercialista di Milano: “Praticavo Pilates da quasi quindici anni. Amavo i risultati, ma sentivo il mio corpo chiedere più fluidità, meno schemi fissi. Il passaggio al Garuda è stato come imparare a respirare di nuovo durante l’allenamento”. La sua esperienza riflette un bisogno crescente: quello di un’attività che non solo rafforzi, ma che liberi il corpo, rendendolo più agile e meno “ingabbiato” in posizioni statiche. L’approccio tradizionale, pur essendo eccellente, a volte non riesce a soddisfare questa esigenza di movimento più organico e tridimensionale.
Quando il corpo chiede più libertà
Superata la soglia dei 50 anni, le priorità cambiano. La protezione delle articolazioni diventa fondamentale, e la ricerca di una forza funzionale, che accompagni nella vita di tutti i giorni, supera quella della performance pura. Il Pilates classico, con la sua enfasi sulla stabilità del tronco, è straordinario per la postura, ma i suoi movimenti spesso lineari possono non essere l’ideale per chi soffre di rigidità articolare. Si cerca un’alternativa che lavori sull’allungamento e sulla forza in modo dinamico, non statico. Ecco perché discipline come il Garuda stanno emergendo come una risposta più adatta alle esigenze di un corpo maturo, che desidera mantenersi tonico senza sacrificare la grazia e la fluidità del movimento.
Che cos’è esattamente il metodo Garuda?
Nato dall’esperienza di James D’Silva, un professionista che ha attinto da anni di pratica di yoga, danza e dello stesso Pilates, il metodo Garuda è una sintesi intelligente e olistica. Non è un rifiuto del celebre metodo tedesco, ma una sua evoluzione. D’Silva ha voluto creare qualcosa che onorasse i principi di centratura e controllo, ma che allo stesso tempo incoraggiasse un movimento più ampio, più libero e più gioioso. Il risultato è un allenamento che sembra una danza, ma che nasconde l’intensità e la precisione del miglior allenamento posturale.
Un’eredità che va oltre il Pilates
L’idea centrale del Garuda è quella di trattare il corpo come un’unica entità interconnessa, dove ogni movimento parte dal centro e si espande verso l’esterno in modo tridimensionale. A differenza di alcuni esercizi di Pilates che isolano specifici gruppi muscolari, qui si lavora su intere catene miofasciali. Si utilizzano movimenti a spirale, ondulatori e circolari che sfidano il corpo su tutti i piani dello spazio, migliorando non solo la forza ma anche la coordinazione e la propriocezione. È un dialogo continuo tra mente e corpo, un’esplorazione che va oltre la semplice esecuzione di una sequenza di esercizi.
I principi fondamentali: ritmo, fluidità e intenzione
Mentre il Pilates si fonda su principi come concentrazione, controllo, precisione e respirazione, il Garuda aggiunge a questi pilastri il ritmo e la fluidità. Ogni sequenza è pensata per fluire senza interruzioni, creando un allenamento cardiovascolare a basso impatto che spesso manca nella ginnastica posturale più conosciuta. L’intenzione dietro ogni gesto è cruciale: non si tratta solo di “fare” un esercizio, ma di “sentirlo”, di percepire come l’energia si muove attraverso il corpo. Questo approccio più intuitivo e meno meccanico è ciò che lo rende così profondamente rigenerante, sia a livello fisico che mentale, distinguendolo nettamente dalla routine su tappetino a cui molti sono abituati.
Garuda vs. Pilates: un confronto per scegliere con consapevolezza
Mettere a confronto queste due discipline non significa decretare un vincitore, ma comprendere quale approccio si adatti meglio alle proprie esigenze personali. Entrambe puntano a un corpo più forte, flessibile e consapevole, ma lo fanno percorrendo strade diverse. Il Pilates è una base solida e scientifica, una grammatica del movimento; il Garuda è la poesia che si può creare partendo da quella grammatica. La scelta dipende da cosa si cerca: la struttura rassicurante del metodo classico di rafforzamento o la libertà espressiva di un approccio ibrido.
La differenza chiave: il movimento
La distinzione più evidente risiede nella qualità del movimento. Il Pilates tradizionale, specialmente quello a corpo libero o sul reformer, privilegia movimenti controllati, spesso segmentati e lineari, con un’enfasi enorme sulla stabilizzazione del core. Il Garuda, al contrario, promuove un flusso continuo. I movimenti sono ampi, a spirale, e coinvolgono tutto il corpo simultaneamente, sfidando costantemente l’equilibrio e la coordinazione in modo più dinamico. È la differenza tra costruire un muro solido, mattone su mattone (Pilates), e far danzare un nastro nel vento (Garuda).
| Caratteristica | Metodo Pilates | Metodo Garuda |
|---|---|---|
| Filosofia del Movimento | Controllo, precisione, stabilizzazione del core, movimenti lineari. | Fluidità, ritmo, movimenti tridimensionali e a spirale, flusso continuo. |
| Origine | Sviluppato da Joseph Pilates all’inizio del XX secolo (Contrology). | Creato da James D’Silva, fondendo Pilates, yoga, tai chi e danza. |
| Attrezzature | Reformer, Cadillac, Chair, Mat. Attrezzi che guidano e resistono. | Garuda Apparatus (macchina ibrida), sgabello, mattoni, foam roller. |
| Focus Principale | Forza del “core”, allineamento posturale, controllo muscolare. | Forza funzionale, mobilità articolare, flessibilità fasciale, coordinazione. |
| Ideale Per | Chi cerca struttura, riabilitazione, e un rinforzo profondo e metodico. | Chi cerca un’alternativa dinamica, più libertà di movimento e un approccio olistico. |
I benefici concreti del Garuda per chi ha superato i 50 anni
Per chi desidera mantenersi in forma dopo i 50 anni, il metodo Garuda offre una soluzione quasi perfetta. Combina l’intensità di un allenamento tonificante con la delicatezza necessaria per proteggere un corpo che ha bisogno di maggiori attenzioni. È un modo per continuare a sfidarsi, ma con intelligenza e rispetto per i propri limiti. A differenza di alcune forme di Pilates avanzato che possono mettere a dura prova le articolazioni, il Garuda le nutre attraverso il movimento.
Un balsamo per le articolazioni
Il grande vantaggio del Garuda è il suo impatto quasi nullo sulle articolazioni. I movimenti fluidi e continui stimolano la produzione di liquido sinoviale, il lubrificante naturale delle nostre articolazioni, mantenendole sane e mobili. Questo approccio è particolarmente benefico per ginocchia, anche e colonna vertebrale, aree spesso sensibili dopo una certa età. Mentre la pratica centenaria del Pilates si concentra sul rafforzamento dei muscoli che supportano le articolazioni, il Garuda aggiunge un lavoro diretto sulla loro mobilità e idratazione.
Riscoprire la forza e l’eleganza
Tonificare il corpo con il Garuda significa sviluppare una forza lunga ed elegante, non una muscolatura contratta e rigida. Lavorando su intere linee fasciali, si ottiene una silhouette più armoniosa e allungata. La postura migliora in modo naturale, non come risultato di uno sforzo costante per “tenere la posizione”, ma come conseguenza di un corpo più equilibrato e consapevole. Questo metodo insegna a muoversi con grazia ed efficienza, una qualità preziosa che si riflette in ogni gesto della vita quotidiana, ben oltre l’ora passata in palestra a fare il solito allenamento sul reformer.
In definitiva, il Garuda non è un attacco al Pilates, ma un suo arricchimento. Rappresenta un’evoluzione, una porta aperta verso un modo di muoversi più intuitivo e liberatorio, particolarmente adatto a chi sente che il proprio corpo ha bisogno di qualcosa di nuovo. Abbandonare la via conosciuta del Pilates non significa rinnegare i suoi benefici, ma darsi la possibilità di esplorare un territorio dove forza, flessibilità e grazia danzano insieme. È un invito ad ascoltare il proprio corpo e a regalargli un movimento che lo nutra in profondità, scolpendo la forma e liberando lo spirito.
Devo aver già praticato Pilates per iniziare con il Garuda?
No, assolutamente. Il metodo Garuda è accessibile a tutti, dai principianti assoluti agli atleti esperti. Anzi, chi non ha mai praticato discipline come il Pilates potrebbe trovarlo più intuitivo, non avendo schemi motori pre-impostati da “disimparare”. Gli istruttori qualificati sono in grado di adattare gli esercizi a ogni livello di fitness e a eventuali limitazioni fisiche.
Il metodo Garuda è efficace per la perdita di peso?
Sebbene il suo obiettivo primario sia la tonificazione, la flessibilità e il benessere posturale, il Garuda può contribuire alla perdita di peso. Le lezioni sono dinamiche e fluide, mantenendo la frequenza cardiaca elevata e costituendo un buon allenamento cardiovascolare a basso impatto. Abbinato a una dieta equilibrata, aiuta a bruciare calorie e a costruire massa muscolare magra, che a sua volta accelera il metabolismo.
Dove posso praticare il metodo Garuda in Italia?
La disciplina si sta diffondendo rapidamente anche in Italia. I principali centri si trovano nelle grandi città come Milano, Roma, Torino e Firenze, dove studi specializzati in Pilates e ginnastica posturale stanno iniziando a offrire corsi e workshop dedicati. È consigliabile cercare online “Garuda Italia” o contattare gli studi di Pilates più all’avanguardia della propria città per informarsi sulla disponibilità di lezioni.








