L’allenamento frazionato è prima di tutto una sfida psicologica, molto più che fisica. Spesso, il vero limite non risiede nei muscoli, ma in quella vocina insistente nella testa che suggerisce di rallentare. La cosa sorprendente è che imparare a gestire questo dialogo interiore sulla pista può trasformare non solo le tue performance, ma anche la tua resilienza nella vita di tutti i giorni. Scopriamo come trasformare questa battaglia psicologica in una vittoria personale, ripetuta dopo ripetuta.
La battaglia non è nelle gambe, ma nella testa
Chiunque abbia affrontato una sessione di ripetute conosce quella sensazione. Il cuore martella, i polmoni bruciano e un pensiero si fa strada: “Non ce la farò mai”. È un istinto di protezione del cervello, un riflesso ancestrale che ci spinge a conservare le energie. Ma in un allenamento frazionato, questo istinto diventa il nostro principale avversario.
Marco Bianchi, 38 anni, consulente di Roma, lo descrive perfettamente: “Durante le mie sessioni di allenamento frazionato a Villa Borghese, il terzo 1000 metri è sempre un muro. La testa mi dice di mollare, che ne ho già fatti abbastanza. È una vera e propria negoziazione con me stesso. Vincere quella discussione interiore è più gratificante che abbassare il cronometro.” Questa esperienza è universale per chi pratica la corsa a scatti.
Il cervello: un protettore un po’ troppo ansioso
Il nostro cervello è programmato per evitare il disagio e il pericolo. Un allenamento intenso come le ripetute viene percepito come una minaccia, uno stress eccessivo da cui fuggire. La fatica fisica invia segnali di allarme che la mente interpreta come un ordine di fermarsi immediatamente. Questo meccanismo, utile per la sopravvivenza, è un ostacolo quando cerchiamo di superare i nostri limiti in sicurezza.
Comprendere che questa reazione è normale è il primo passo per gestirla. Non sei debole o inadatto; stai semplicemente lottando contro una programmazione biologica profondamente radicata. L’allenamento frazionato diventa così una palestra per la mente, dove impari a distinguere la fatica reale dall’allarmismo del cervello.
L’arte di mentire a se stessi: la prima strategia vincente
Filosofi e runner esperti concordano su un punto: per sostenere un allenamento intenso, bisogna diventare abili a ingannare la propria mente. Non si tratta di negare la fatica, ma di riformularla, di presentarla in modo che sia mentalmente più digeribile. È un’abilità cruciale in questo esercizio di resilienza.
Immagina di avere in programma una sessione massacrante: dieci ripetute da 800 metri a un ritmo sostenuto. Dopo la seconda, il pensiero “Non posso farne altre otto così” è quasi inevitabile. E se lo lasci prendere il sopravvento, la tua sessione di velocità è già finita. L’allenamento frazionato richiede un approccio mentale diverso.
Il tranello del “tutto e subito”
Guardare la montagna intera è paralizzante. Pensare a tutte le ripetute che mancano, al totale dei chilometri da correre alla massima velocità, genera un senso di sopraffazione. La mente proietta lo sforzo attuale su tutto il resto dell’allenamento, concludendo erroneamente che sia impossibile sostenerlo. Questo duello interiore si vince cambiando prospettiva.
In realtà, con l’adrenalina di una gara e centinaia di altri corridori intorno, probabilmente potresti mantenere quel ritmo per molto più tempo. Ma lì, da solo in un parco o su una pista di atletica, l’unica spinta deve venire da dentro. L’allenamento a intervalli ci insegna a creare quella spinta artificialmente.
Un passo alla volta: il segreto della concentrazione
La soluzione è semplice ma incredibilmente efficace: concentrati solo ed esclusivamente sulla prossima ripetuta. Non pensare alla quinta, alla sesta o all’ultima. Pensa solo a quella che stai per iniziare. L’obiettivo diventa improvvisamente raggiungibile. Un 800 metri è fattibile. Lo hai già fatto, puoi farlo di nuovo.
Questo approccio frammenta lo sforzo in blocchi gestibili. Ogni ripetuta completata diventa una piccola vittoria che costruisce fiducia per la successiva. L’intero allenamento frazionato si trasforma da un’unica, enorme fatica a una serie di sfide più piccole e superabili. È il segreto per portare a termine anche il più duro dei lavori di qualità.
Diventa il tuo più grande tifoso
Un’altra abilità fondamentale da sviluppare durante l’allenamento frazionato è quella di attivare il proprio “cheerleader interiore”. Invece di lasciare che la mente si concentri sulla fatica, devi insegnarle a celebrare ciò che hai già compiuto. È un cambio di mentalità che trasforma l’esperienza.
Durante una ripetuta, invece di pensare “Oddio, che fatica, non sono nemmeno a metà”, prova a dirti “Perfetto, i primi 200 metri sono andati!”. Sposta costantemente l’attenzione su ciò che hai accumulato, non su ciò che ti manca. Questa ginnastica mentale è potente.
Celebrare i piccoli successi
Come nella vita, anche nella corsa ha molto più senso concentrarsi su ciò che si ha piuttosto che su ciò che manca. Ogni passo, ogni metro, ogni frazione completata è un successo. Riconoscerlo attivamente ti dà la forza per continuare. L’allenamento frazionato diventa una raccolta di piccole conquiste.
Questa pratica rafforza un ciclo positivo: completi una ripetuta, ti congratuli con te stesso, e questo ti dà la carica emotiva per affrontare la successiva. È l’arte di ingannare la fatica trasformando un’esperienza di sofferenza in una di realizzazione.
Il potere del dialogo interiore positivo
Il modo in cui ti parli durante uno sforzo intenso ha un impatto diretto sulla tua capacità di portarlo a termine. Imparare a riformulare i pensieri negativi è una competenza che si costruisce con la pratica, proprio come la resistenza fisica. Questa danza tra sforzo e recupero è un’occasione perfetta per allenarla.
| Pensiero Negativo Comune | Riformulazione Positiva Efficace |
|---|---|
| “Non ce la farò mai a finire tutte le ripetute.” | “Ok, la prossima. Solo questa. Poi vedremo.” |
| “Le gambe sono pesantissime, è troppo faticoso.” | “Sì, è faticoso. Significa che sto lavorando bene e sto migliorando.” |
| “Voglio solo fermarmi e camminare.” | “Resisto altri 30 secondi. Posso fare qualsiasi cosa per 30 secondi.” |
| “Gli altri sono più veloci di me.” | “Questa è la mia corsa, il mio allenamento. Sto gareggiando solo con me stesso.” |
Come gestire l’inevitabile ondata di negatività
Sarebbe irrealistico pensare di poter eliminare completamente i pensieri negativi. Arriveranno sempre, perché stai chiedendo al tuo corpo di fare qualcosa di profondamente scomodo. La chiave non è sopprimerli, ma imparare a non lasciarli senza risposta. Il gioco dei pensieri in pista richiede una strategia attiva.
Quando un pensiero come “non ce la fai più” o “rallenta, chi te lo fa fare” emerge, la tua reazione istintiva dovrebbe essere quella di contraddirlo. Non lasciarlo vagare incontrastato nella tua mente, dove può mettere radici e sabotare il tuo allenamento a intervalli.
Non ignorare, ma contraddire
La tua replica mentale deve essere ferma e immediata. Un semplice “No, non è vero!” o “Smettila, sono sciocchezze!” può essere sorprendentemente efficace. Interrompe il flusso del pensiero negativo e ti restituisce il controllo della narrazione interna. È un atto di autoaffermazione che rafforza la tua determinazione.
Questo confronto diretto impedisce alla negatività di diventare la verità dominante nella tua mente. Stai attivamente scegliendo di non credere a quella parte di te che vuole arrendersi. Questo è il cuore della ginnastica mentale richiesta da un allenamento frazionato.
Ricorda le tue vittorie passate
Un’altra arma potente è il ricorso all’esperienza. Quando la mente ti dice “non puoi farlo”, rispondi con le prove del contrario. Pensa a tutte le volte che hai completato un allenamento frazionato difficile, a quella gara in cui hai superato i tuoi limiti, a quella salita che pensavi fosse impossibile.
Frasi come “l’ho già fatto decine di volte” o “resisti ancora un po’, tra poco è finito” si basano su esperienze reali e sono molto più convincenti di un semplice incoraggiamento vuoto. Usare il tuo passato come carburante per il presente è una strategia che ti porterà a superare ostacoli che credevi insormontabili, rendendo ogni sessione di HIIT un’opportunità di crescita.
In definitiva, l’allenamento frazionato è molto più di un metodo per migliorare velocità e resistenza. È un laboratorio in cui si forgia la tenacia mentale. Le strategie che impari sulla pista per gestire la fatica e il dubbio non rimangono lì; le porti con te al lavoro, nelle relazioni, nelle sfide quotidiane. Imparare a superare il muro durante una serie di ripetute ti insegna che puoi superare anche altri muri nella vita. La vera vittoria, quindi, non è solo sul cronometro, ma nella conquista di una mente più forte e resiliente.
Cosa fare se la motivazione crolla a metà di un allenamento frazionato?
Quando la motivazione vacilla, la strategia migliore è ridurre l’obiettivo al minimo indispensabile. Non pensare a finire l’intera sessione, ma concentrati solo sul completare la ripetuta in corso. Se anche questo sembra troppo, focalizzati sui prossimi 100 metri, o addirittura sui prossimi 10 secondi. Frammentare lo sforzo in parti minuscole lo rende psicologicamente più accessibile e spesso permette di superare il punto di crisi.
Questo approccio mentale funziona anche per i principianti?
Assolutamente sì. Anzi, per un principiante è forse ancora più importante. Chi è all’inizio ha meno “prove” passate di successo su cui fare affidamento, quindi la battaglia mentale può essere più intensa. Imparare fin da subito a gestire il dialogo interiore, a concentrarsi su un passo alla volta e a celebrare i piccoli progressi è fondamentale per costruire una base solida e non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà iniziali dell’allenamento frazionato.
L’allenamento frazionato può davvero migliorare la mia resilienza mentale fuori dalla corsa?
Sì, l’impatto è significativo. L’allenamento frazionato ti mette volontariamente in una situazione di disagio controllato. Imparando a gestire lo stress, la fatica e i pensieri negativi in questo contesto, sviluppi abilità mentali trasferibili. La capacità di perseverare quando le cose si fanno difficili, di scomporre un grande problema in piccoli passi e di mantenere un dialogo interiore positivo sono competenze preziose in ogni ambito della vita professionale e personale.








